Pensieri

Vita da single.

Siamo sinceri: essere single può essere bello, ma a volte il tutto può anche essere triste.

Il single ha un appartamento (o un monolocale) di 1×1, con lo spigolo cottura in cui anche la pentola e il mestolo di legno hanno l’angolo.

Il salotto ha la moquette fatta di polvere, con le due strisce delle ciabatte tipo sci di fondo, dove si trova la mutanda fuoriposto che segna il nord ferma lì da sei anni.

 

Ora, apriamo una breve parentesi.

Prendiamo un cervello maschile, gli facciamo vedere la mutanda in salotto, e lo vediamo reagire. Ne esce un leggero fastidio, in una scala da 1 a 10 è la prima tacca. L’uomo va alla mutanda, e nel momento in cui la supera e le esce dal suo campo visivo, la mutanda non esiste più! Ci sono voluti 10.000 anni di evoluzione per arrivare a questa forma di libertà.

Prendiamo ora un cervello femminile, gli facciamo vedere la mutanda in salotto, e la reazione sua, sempre in una scala da 1 a 10, e di 30. Terrore totale e assoluto!

La donna va alla mutanda, la supera, le esce dal campo visivo e il suo cervello la memorizza. Può anche andare in Thailandia ma penserà sempre alla mutanda europea, e starà male!

 

Ma torniamo alla casa del single.

La borsa del tennis, o della palestra, è lì da 9 settimane e mezzo. Per evitarla, segna su un foglio sul muro: 5 passi corti e 1 lungo e la supera.

Lo sa bene che lì dentro si sta sviluppando un processo di morte: l’accappatoio è marcio, non ha ossigeno, mentre la cintura spinge per poter aprire la cerniera ma senza riuscirci. Lui deve morire insieme ai due calzini appallottolati e sudati. Devono morire tutti e tre!

Si va in cucina.

Non c’è più la polvere, sostituita da una pellicola appicicaticcia alta almeno due dita che lo aiuta, se è stanco, a stare in piedi.

C’è il frigo con le calamite attaccate allo sportello e le bollette scadute tutte da pagare, che ad un certo punto il frigo stacca la spina e dice: “Lascia stare, vado io a pagarle“.

Classico del single è poi il sacchetto della spazzatura, gonfio quasi da scoppiare. È talmente tanto tempo che vive lì che gli è stato dato pure un nome: Antonio.

Ma c’è anche la padella, con al suo interno 7/8 di frittata rimasti attaccati, con due dita d’acqua dentro e lasciata al suo instabile destino. Una goccia d’olio fa le vasche spingendosi ai bordi avanti e indietro. Giocando tra il prezzemolo e la cipolla, nota il detersivo chiuso la sopra su uno sportello che la guarda male. Lei lo guarda a sua volta, e reagisce così:

 

Questo angolo di Paradiso artificiale viene buttato via dall’uomo per sempre quando va in un locale buio, con la luce stroboscopica e la musica che fa TUNZ TUNZ TUNZ TUNZ TUNZ… Vede in mezzo al locale dei denti che cambiano colore… le sembra carina… si invaghisce e si innamora…

La porta a cena, cinque/sei volte, e alla fine della cena la vede pettinarsi i capelli con aria da fotomodella facendo finta di niente.

Finché ad un certo punto lei fa: “Potrei venire a stare da te!

Lui rimane immobile così:

?

Si chiama tanatosi. La usano certi insetti che fanno finta di essere morti quando si sentono minacciati da un predatore. L’uomo non ha la tanatosi, magari gli balla solo un po’ l’occhio e lei capisce di sì.

Viene a casa dell’ormai ex single con le valigie e ha già messo le tende ancora prima di appoggiare le valigie per terra.

Ti piacciono?

?

 

Dopo un mese di convivenza, lui torna dal lavoro stanco, entra in casa e scivola. Si perde per il salotto, ricordandosi che là c’erano delle mutande.

Dov’è il nord?“, pensa, preso da un leggero attacco di panico.

Impiccato in uno spazio l’accappatoio, morto per overdose di sapone, con i due calzini sotto che lo piangono.

Con la morte nel cuore, camminando lungo il muro se no scivola, va in cucina…

Antonio? Antonio dove sei? Non fare scherzi…

e al posto di Antonio, un oggetto orribile che compra solo lei: la pattumiera a pedale!

 

La classica pattumiera a pedale, che quando si schiaccia il pedale non succede niente. Di quelli che uno può sputare il nòcciolo della pesca che questo cade sul tappo, il tappo (con grande ritardo) si apre e spara il nòcciolo sotto il frigorifero.

Esistono coltivazioni di pesche ed albicocche sotto il frigorifero…

 

E in tutto questo marasma il povero ex single, rimpiangendo i bei tempi che furono, maledice degli avi a caso, rivolge un pensiero ad Antonio, e con un filo di voce volge lo sguardo in alto e sussurra:

Maledetta musica House!

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

16 Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: