Pensieri

Una storia.

Quando dico che quello che faccio io non è adatto ai deboli di cuore, è perché in certi frangenti (e lavori) è molto facile perdere la testa.

Ieri pomeriggio un ragazzo che conosco è venuto insieme alla sua ragazza chiedendomi se potevo sistemare il suo (di lei) telefono. Un iPhone 4S distrutto all’80% a causa di una caduta a terra.

Stavo per far loro un cazziatone d’antologia quando lei dice: “Dentro ci sono delle foto di mio padre e vorrei sapere se si possono recuperare perché non ci siamo riusciti a farlo.

Mi ha spiazzato, perché il padre è morto qualche settimana fa. E come al solito non è mai stato fatto un backup su computer di tutto. Si parla infatti di 1.200 foto circa…

Ho accettato di darci uno sguardo, e una volta messo tutto sul tavolo è apparso questo:

Il paziente in condizioni disperate.

 

  • Batteria con connettore totalmente spezzato e circuiteria elettronica in bella vista
  • Altoparlante staccato
  • Pulsante Home, connettore ricarica/USB e alloggiamento SIM non funzionanti

Praticamente funzionavano solo lo schermo, la scheda logica, le due fotocamere e il pulsante di accensione/spegnimento. E da qui riuscire a toglierci fuori 1.200 foto!

Fortuna ha voluto che il sottoscritto abbia un iPhone 4S, e data l’eccezionalità della cosa, ho fatto l’unica cosa che si poteva fare: ho smontato la batteria dal mio telefono e l’ho messa nell’altro.

Questo è il mio 4S.

 

“Trapianto” di batteria effettuato.

 

Una volta acceso, la prima cosa è stata quella di impostare un tasto Home virtuale a schermo, visto che quello fisico non funziona, e da lì fare le prime analisi del software.

Di norma in questi casi si collega il cavo apposito al telefono e poi dal computer si trasferiscono le immagini, ma come ho già detto, il connettore non funziona quindi bisogna ingegnarsi in altro modo. Da escludere anche il Bluetooth in quanto Apple ha il “simpatico” vizio di non renderlo compatibile con altri telefoni. Rimane quindi il Wi-Fi.

E come si trasferiscono i file via Wi-Fi dal telefono al computer? Ci sono alcune applicazioni atte allo scopo ma o sono incomplete o non consentono il trasferimento dei file ma solo la visione su browser. Con poca roba ci si può anche riuscire ma con tantissima roba da scaricare no. Oltretutto la versione di iOS montata è vecchiotta e quindi le nuove app sono incompatibili e non si possono installare, perciò la scelta si è ridotta ancora di più.

Quando ecco apparire il programma adatto: AirDroid! Ve lo consiglio anche a voi se non lo conoscete già, ed è disponibile sia per iOS che per Android.

Con AirDroid riesco a salvare quasi 200 foto ma ne mancavano ancora altre 1.000 circa. E qui AirDroid si è impuntato e non ha voluto saperne di funzionare correttamente, e lo spazio per altre app non c’era in quanto la memoria del telefono era quasi esaurita.

A questo punto il gioco, già duro di per sé, stava diventando davvero pesante. Mi è rimasta da giocare la carta dello sblocco del telefono, e da lì navigare tra le cartelle ed estrarre quelle che mi interessano. Anche qui, lo sblocco normalmente si effettua tramite una procedura particolare da computer con il cavo. Non chiedetemi come ma sono riuscito a fare anche quello senza cavo.

Una volta sbloccato il telefono, e quindi potenzialmente in grado di fare tutto, rimaneva da trovare un modo su come farlo collegare tramite Wi-Fi.

Nel frattempo che cercavo un software che mi consentisse di fare ciò, vedo Suor Antonella, una giovane suora milanese mandata da queste parti, che mi chiede se le guardavo la sua chiavetta USB che non funzionava correttamente e che conteneva documenti importanti.

  • Adriano senti me la guarderesti questa pennetta? C’è tutta la roba importante, non so cosa le abbia preso.
  • Va bene, lasciamela qui e poi ti farò sapere.
  • Grazie, poi se hai notizie fammi sapere eh, che ci sono anche le foto di Suor Annamaria e le voleva stampate.

Chiavetta ripristinata dopo 1 ora. Almeno quella è stata facile.

Ritornando al telefono, ho provveduto ad installare un componente particolare che mi ha consentito di creare una sorta di “tunnell” tra lui e il computer, e con un programma apposito installato su Windows ho provveduto a scaricare sulla macchina la cartella delle foto, o meglio LE cartelle.

WinSCP all’azione (clicca per ingrandire).

 

Una volta fatto tutto – oltretutto con la batteria al 9% di carica (ricordo che NON si poteva ricaricare) – ho masterizzato tutto su DVD e rimessa la batteria di nuovo nel mio telefono.

 

Tempo totale dell’operazione: 9 ore divise tra ieri e oggi, di cui 15 minuti di scaricamento delle foto e 8 ore e 45 minuti passati cercando di risolvere i vari problemi che si presentavano mano a mano, perché ve l’assicuro, ogni cosa che poteva andare storta c’è andata! Ma alla fine la mia testardaggine ha avuto la meglio su ogni cosa, e così 1.200 foto sono state salvate e messe al sicuro nonostante l’impresa sia stata abbastanza difficile. Ecco perché dico che tutto questo non è adatto ai deboli di cuore.

Consegna effettuata con grandi sorrisi e lacrime e la soddisfazione di aver fatto qualcosa di unico.

 

Considerazioni finali: sono un po’ stanchino… Mi sa che ci vuole un bagno caldo con della musica rilassante in sottofondo.

 

P.s.: anche Suor Antonella ha avuto la sua chiavetta USB funzionante, Suor Annamaria ha avuto stampate le sue foto e mi hanno anche fatto condividere la loro gioia insieme alla Divina Provvidenza.

Mi sa che ci vorrà un’altra vasca…

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

10 Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: