Pensieri

Pasquetta.

Oggi è stata davvero una bella giornata, calda e soleggiata. L’ideale per fare un giro fuori porta.

Poco più di 40 km di strada e si arriva in una realtà totalmente diversa: Alghero. Città più grande, tanto traffico, tantissima gente.

Lungo il porto le barche sono ormeggiate tranquille, la passeggiata è presa d’assalto da locali, turisti e forestieri di ogni tipo e luogo. Si sta proprio bene nonostante il pacifico caos presente nelle strade.

La macchina è stata posteggiata a poco più di 1 km di distanza, posto trovato per pura fortuna visto che le strade e i vari parcheggi erano stati presi d’assalto e non si riusciva a trovare un solo buco libero.

Quasi 1 ora e mezza di camminata lungo i bastioni, le vie storiche, le mura antiche con ancora le catapulte in legno e i cannoni presenti ogni tot di metri, segno di un tempo passato ma che non sembra volersene andare via, quasi a memoria imperitura di ciò che fu.

Nel cielo, scie di aerei che vanno e vengono grazie alla presenza del vicino aeroporto, in quell’azzurro che poco a poco sta cambiando colore.

Non molto lontano, il promontorio di Cap de la Caça (Capo Caccia), come viene chiamato in catalano, con le sue magnifiche grotte fa sentire la sua silenziosa ma costante presenza, quasi come a voler dire: “Ehi, ci sono anch’io qui“.

Ma il tempo passa veloce, ed è ora di ritornare.

Altra strada, altro traffico, altre macchine, altra gente.

Arrivo sulla strada di casa ma tiro dritto, mi fermo un attimo per vedere il mio mare. Più tranquillo e con meno gente.

La luce sta poco a poco andandosene via, ma regala allo spettatore due colori: rosa e azzurro. Tenui, rilassanti.

Dei gabbiani stanno lì sulle rocce quasi a voler rimanere incantati su quello spettacolo.

Siamo solo io e loro.

 

Il caos è già lontano.

 

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

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