Cazzate

Mosè – terza parte.

I dieci comandamenti.

Un giorno, mentre Mosè si stava tagliando i capelli dal barbiere, Dio lo mandò a chiamare:

  • Mosè! Corri subito in cima al monte Snai! Devo darti una cosa!
  • Ma il monte Snai è alto 4567 metri! Non possiamo vederci a piazza San Babila?
  • No! Ho detto il monte Snai. Ci vediamo lì stasera alle 9 e mezza. E porta un’amica” (Esodo 20,2-18)

E Mosè, che non aveva amiche, si presentò sulla cima del monte con Giosuè, che non usciva da un anno a questa parte e che aveva pregato Mosè di portarlo con lui.

Dopo aver folgorato Giosuè, Dio disse:

  • Mosè! Prendi queste tavole di pietra pesanti 5 chili ciascuna. Sopra ci sono scritti i comandamenti da rispettare. Basta fare di testa vostra, d’ora in poi chi sbaglia paga!
  • Ma Signore, non Vi sembra di esagerare? Dopotutto son ragazzi, possono sbagliare!
  • Uhmm… hai ragione, sono stato troppo severo. D’ora in poi se sbaglieranno darò la colpa solo a te.

E dette queste parole sbatté le tavole di pietra ai piedi di Mosè che intanto stava tentando di sputarsi in faccia da solo.

Egli era l’eletto.

Adesso, i dieci comandamenti li conosciamo tutti e non ne parleremo ulteriormente visto che la prima e la seconda regola dei dieci comandamenti sono non parlare mai dei dieci comandamenti. Va detto però che secondo gli attendibili Vangeli apocrifi di Frà Tac da Sherwood, i comandamenti non erano dieci bensì dodici ma gli ultimi due (l’undicesimo: fatti sempre i cazzi tuoi e il dodicesimo: non calpestare l’erba ma fumala) sono andati misteriosamente persi dopo l’invasione della Cisgiordania da parte di Godzilla.

Intanto Mosè, tornato a valle, vide gli ebrei venerare la statua di una vacca da monta. Senza leggi, infatti, il suo popolo si era abbandonato alle cose peggiori: chi bestemmiava, chi uccideva, chi si accoppiava con gli animali, chi cantava le canzoni di Fiorello, chi guardava Buona Domenica.

Mosè si fece dare un microfono ed annunciò:

  • Pubblico, popolo, popolani! Ho appena visto Dio!
  • Che ti sei fumatoooo?” urlò qualcuno dalle retrovie.
  • No, sul serio! Ho visto Dio ed ha detto che vi vuole bene!
  • Bene, bravo! Evviva Mosè!” gridò il popolo ebraico.
  • Mi ha ehm….anche dato delle tavole di pietra.
  • Bene, bravo! Evviva Mosè!” gridò il popolo ebraico.
  • Delle tavole… con delle leggi da rispettare.

Il popolo ebraico diventò subito un po’ meno allegro.

  • Non potete più bestemmiare, non potete più dire bugie, non potete più desiderare le donne altrui.

Il popolo ebraico divenne serio.

  • E dovrete andare a messa tutte le domeniche…

Il popolo ebraico iniziò a incazzarsi.

  • E non potete più fornicare…

A questa ennesima richiesta il popolo ebraico iniziò ad urlare dalla rabbia e al grido di “dagli a Rocco Buttiglione!” iniziò a rincorrere Mosè per tutto il deserto.

 

Il Controesodo.

Dopo 40 giorni, 40 notti e qualche pomeriggio, Mosè vagava ancora nel deserto e della Terra promessa non vi era traccia. Dio intanto non si faceva sentire perché impegnato in un torneo di rubamazzo contro Buddha e Manitù. Allora Mosè giunto a Khades, vicino a Bussolengo, ebbe l’idea geniale: “Visto che non ho altre istruzioni, visto che ho finito i soldi e visto che agosto sta finendo… tanto vale riportare gli ebrei nella loro terra!“. E incolonnatosi col suo popolo sulla A1, riportò gli ebrei in Egitto. Finito il torneo, Dio andò a vedere la situazione per controllare come se l’era cavata Mosè senza di Lui. Vedendo tutto il popolo ebreo di nuovo in Egitto, di nuovo oppresso e di nuovo sotto il dominio del faraone, chiese spiegazioni a Mosè che disse: “Sei contento Mio Signore? Sono anche ripartito di notte, per evitare il traffico del rientro!“.

Dio per punizione fece venire a Mosè le emorroidi e il poveretto si lamentò per il resto dei suoi giorni.

 

La morte di Mosè.

Dopo quaranta anni di duro pellegrinaggio, dopo aver fatto mille mestieri (patriarca, parroco, bagnino, ragioniere, pusher, barman, idraulico) Mosè, all’immatura età di 146 anni, capì di essere arrivato alle soglie della pensione.

Così si congedò dal ruolo di Eletto con una lettera di dimissioni che fece pervenire a Dio piegandola come un aeroplanino e buttandola verso l’alto. Mosè trascorse i suoi ultimi anni buttandosi col bunjee-jumping vestito da Superman dalla diga idroelettrica di Verzasca e facendo rafting sulle rapide del Nilo. Morì di parto nel 50.000 a.C.

 

Le corna di Mosè.

Famoso è il dibattito sorto sulle corna poste sul capo di Mosè in diverse opere artistiche.

E allora, dopo aver ricevuto le tavole dei dieci comandamenti, Dio disse a Mosè: “Ah, a proposito, tua moglie ti tradisce con l’inserviente cingalese. Ti conviene tenerti la polvere. È meglio che tenersi le corna.

(Nemesi versetto 20.000-bis)

La Bibbia nei secoli, attraverso le traduzioni di San Gerolamo, San Tommaso e Stephen King, ha sempre tradotto “Moyses ignorabat quod cornuta esset facies sua“, cioè “Mosè ignorava quanto fosse cornuto“. Con le nuove edizioni della Bibbia (con dei capitoli aggiuntivi come quello in cui Darth Fener rivela di essere il padre di Abramo), questa leggenda ha continuato a persistere fino ad oggi. Da ciò deduciamo che nessuno è riuscito a togliere a Mosè il disonore delle corna.

 

Mosè secondo Freud.

Secondo Freud, i comandamenti di Dio vanno presi alla lettera. Ad esempio il secondo comandamento dice: “Non nominare il nome di Dio Invano“. Noi questo Invano non lo conosciamo ma basta non nominarlo e il problema è bello che risolto. Altro esempio, se il quinto comandamento dice: “Onora il padre e la madre“, nulla ti vieta di sputtanare tuo zio.

 

Cinematografia.

  • I dieci comandamenti
  • I dieci comandamenti 2 – la vendetta
  • I dieci comandamenti 3 – i Trenta comandamenti
  • I dodici emendamenti
  • Maciste contro Mosè
  • Mosè e Noè contro Pelè e Miguel Bosè
  • Mosè contro tutti
  • Mosè e Peppino divisi a Berlino
    Mosè libera gli ebrei….le ebree ringraziano – V.M. 18
  • Giù le mani dal mio obelisco – V.M. 18

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

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