Pensieri

Mattino.

Il mattino è bello e gioiso solo per quelli del Mulino Bianco.

Io evidentemente abito nel Mulino Stanco perché non provo la loro stessa gioia.

Nei primi momenti di sveglia succede di tutto. Il cervello rimane nel comodino per un tempo compreso tra l’infinito e l’infinito + 1, dove nel +1 è compreso il tragitto dal letto al bagno. Tragitto fatto in automatico in quanto la mappa l’hai memorizzata non in testa ma nel DNA. Pensa: milioni di anni di evoluzione per arrivare a questo.

Ti trascini cicaleggiando con le ciabatte, in uno stato nella quale sei più vicino al sasso che all’essere umano. Come uno pseudo zombie vai a fatica in cucina e ti prepari il caffè e lì capisci la differenza con uno zombie vero: loro lo zucchero sanno sempre quanto ce ne vuole, a differenza tua che tiri a indovinare sperando di azzeccare il tutto. Ma anche qui l’evoluzione aiuta in quanto la quantità (più o meno) esatta ce l’hai nel DNA, con grande invidia dello zombie originale che ha dovuto impararla col tempo.

Poi ti lavi e ti vesti, non necessariamente in quest’ordine, e ti appresti ad iniziare la giornata.

Esci fuori per affrontare il tutto ma all’improvviso un pensiero ti attanaglia:

Dove ho lasciato il cervello?

E capisci che l’evoluzione è una grandissima b…iricchina.

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

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