Pensieri

Fessbùc.

Nell’ultimo periodo la vicenda di Facebook ha avuto varie fasi. Prima si è passati da “W Facebook e chi lo molla?” poi a “Cattivo Facebook io mi cancello!” per poi arrivare alla farsa e infine superare di gran lunga la pagliacciata con gli interventi di ieri e l’altro ieri di Zuckerberg alla Camera e al Senato degli Stati Uniti.

E lì si è visto per l’ennesima volta (se mai ce ne fosse stato bisogno) che gli americani:

  1. sono dei babbei creduloni
  2. sono degli attori fenomenali

Sorvolando sulle sceneggiate dei vari parlamentari che hanno posto a Zuckerberg le domande più idiote che mente umana possa concepire (ma c’è da capirli, sono politici), Mark non ha fatto altro che rimanere imbambolato per tutto il tempo, chiedere scusa, fare mea culpa vari e ripetere a pappagallo ciò che il suo reparto marketing e il team di avvocati hanno scritto per lui, prevedendo quali domande potessero chiedergli con le eventuali risposte da dire.

E sono state risposte che vanno dal pietoso all’imbarazzante.

Ma il punto non sono le domande fatte e le risposte date (o non date), il punto è un altro.

Per chi non lo sapesse, o non se ne fosse reso conto, Facebook non è una onlus e non fa beneficienza a nessuno. È un’azienda e come tale ha un suo modello di business per tirare avanti. E qual’è questo modello? Semplice: la pubblicità. Pubblicità mirata per essere più precisi, mirata secondo i gusti e le preferenze del singolo utente.

Lo fa anche Google questo e lo fanno altre imprese dai numeri più piccoli dei due colossi appena citati ma lo fanno.

È l’esatto opposto di giornali e tv dove mandano sì pubblicità anche loro ma in maniera generica a chiunque.

E come si fa a sapere quali gusti hanno gli utenti? Tracciandoli. Né più né meno.

Dato che dirlo apertamente non si poteva, hanno fatto una sorta di patto con gli utenti: io monitoro i tuoi gusti e in cambio ti offro gratis dei servizi che altrimenti avresti dovuto pagare.

Questa enorme quantità di dati giornaliera viene messa in grossi ed appositi centri di elaborazione dati e da lì, tramite elaborati e sofisticati software e modelli matematici, vengono incrociati i dati e tolte fuori le informazioni che servono.

Le informazioni poi vengono o vendute ad aziende terze oppure messe a loro disposizione, ovviamente sempre dietro lauto pagamento.

Bene, una volta capito ciò, vediamo come Facebook si sia spinta un po’ troppo oltre e di come questa non sia affatto una novità.

Inutile girarci intorno: sono stati beccati tutti quanti con le mani nella marmellata, inclusa Cambridge Analytics che ha continuato a fare quello che voleva fino a quando le è andata bene, sparendo poi magicamente nel nulla nel giro di qualche giorno.

Strano per un’azienda della quale si è servito pure Trump per vincere le elezioni.

I misteri della vita…

Ma tutto ciò era il classico segreto di Pulcinella: lo sapevano tutti ma hanno sempre girato la faccia dall’altra parte in quanto la cosa faceva comodo, ora invece le stesse persone accusano come cadendo dalle nuvole.

Sono anni che Facebook raccoglie i dati degli utenti, e lo specifica chiaramente nel contratto che nessuno legge mai durante l’iscrizione.

Il contratto dice espressamente che:

  1. ogni cosa messa su Facebook, inclusi foto, video, contatti, note e quanto altro ancora diventano automaticamente di proprietà di Facebook che ne può fare l’uso che ne ritiene più opportuno
  2. la cancellazione di un profilo avviene entro 15 giorni e la cancellazione dei dati entro 90 giorni, ma che in ogni caso saranno salvati ugualmente e messi a disposizione in caso che le autorità giudiziarie ne facciano richiesta.

Quindi Facebook non solo non cancella nessun dato ma quelli che ha li può rivendere ad altri, inclusi foto, video, ecc. ecc.

Lo ripeto: è questo il suo business! Giusto o sbagliato che sia.

Moralmente discutibile ma è questo.

E i dati chi glieli fornisce però? Risposta: noi. Noi siamo i nostri stessi carnefici nonché i primissimi responsabili di ciò che accade.

Il non vivere una vita normale ma viverla su un social network ha prodotto anche questo.

Sbandierare i propri fattacci ogni istante, di dove si è e cosa si fa, dei propri hobby e interessi, inclusi i giochini vari presenti, correlati di post inutili, video e fotografie di altrettanto (e a volte dubbio) gusto, ha fornito a Facebook a costo zero tutto ciò che gli serviva.

Qualcuno potrebbe obiettare: “Eh ma io non sono iscritto a Facebook, quindi di me non hanno niente!

SBAGLIATO!!!

Ricordo infatti che Facebook ha comprato non molto tempo fa WhatsApp e Instagram, e sì, tutto finisce lì, inclusa la lista dei contatti per quanto riguarda WhatsApp (solo se utilizzato su smartphone Android, iOS è immune dalla cosa grazie alle rigide regole di Apple).

Eeeeeh ma adesso ti frego io: non ho nemmeno WhatsApp né Instagram, voglio proprio vedere come fanno a sapere le mie cose eheheheheh

Hai presente quando navighi sui siti o nei vari blog che alla fine (o all’inizio, dipende) di ogni articolo ci sono dei pulsanti che consentono di condividere ciò che leggi in varie piattaforme? Bene: ti tracciano da lì. Non sanno chi sei ma grazie al tuo indirizzo IP sanno cosa hai visitato.

E badate bene che non serve nemmeno cliccarli per essere tracciati.

Ribadisco ancora: molte aziende lo fanno, ma Facebook ha portato all’estremo tutto questo.

E ora ne sta pagando le conseguenze. Degli utenti che si cancellano o minacciano di farlo? Gliene importa meno di zero visto che i dati li hanno in ogni caso, quello che impaurisce veramente Zuckerberg e tutta la congrega degli azionisti è il valore delle azioni in Borsa precipitato insieme alla fuga di qualche azienda, e quindi di mancati introiti pubblicitari.

Ma ecco il colpo di scena: Zuckerberg ha chiesto scusa e il valore di Facebook in Borsa è salito di colpo ad un +4,5%, segno che ha recuperato la fiducia degli investitori, gli unici a cui tiene veramente.

Tutto il resto è sceneggiata per la plebe.

Ha promesso misure per rafforzare la privacy ed erigersi a poliziotto del Web. LUI!!! E ci hanno anche creduto.

Ecco perché all’inizio ho detto che gli americani sono dei babbei creduloni e allo stesso tempo degli attori fenomenali.

Quello che succederà nelle prossime settimane e mesi assomiglierà al classico recinto chiuso dopo che i buoi sono scappati per l’ennesima volta.

E ora che cosa si può fare?

Inutile dirvi di usare il buonsenso perché già non lo avete fatto prima figuriamoci ora, perciò nei prossimi post spiegherò alcuni strumenti che possono limitare i dati che lasciate in giro.

Alla prossima.

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

10 Comments

  • 76sanfermo

    Un post di servizio , il tuo , grazie Adriano.
    Non avevo mai voluto iscrivermi a FB , finche’ i miei figli , appena tornata dall’ospedale , hanno pensato che mi aiutasse a passare il tempo durante la convalescenza…
    Non mi e’ sembrato niente di che , salvo mostrare fotografie bellissime , e ancora mi meraviglio che tutti abbiamo abboccato….
    Quello che dici non mi suona del tutto nuovo , ma hai precisato tanti dettagli che non conoscevo…..
    Sono contenta che ci saranno altri tuoi articoli , cosi imparero’ dell’altro……

    • Adriano

      Grazie Anna cara ??

      Ho scritto un papiro ma dovevo mettere l’attenzione sull’argomento e non potevo sbrigarlo in due righe.

      Se riesco stasera farò un post dove bloccare innanzitutto la maggior parte delle pubblcità che intasano i siti, permettendo di navigare più velocemente e al sicuro, e poi come bloccare certi programmi che tracciano la navigazione con i vari browser.

      Sarà un po’ lunghetto anche quello, perciò chiedo di avere un po’ di pazienza nel leggere ?

      • Personale Femminile

        Cmq a parte gli scherzi non mi piace Facebook..anni fa ho provato a registrarmi poi ho notato che privacy zero e mi sono cancellata subito
        Ne ho parlato anche in un post

        Cmq grazie per le info
        Attendo un altro papiro così divento pure io informatica ??????????

        • Adriano

          Neppure io sono registrato lì. Ci sono stato qualche anno fa ma ho resistito pochissimo.

          Va bene ti farò diventare informatica ?

  • Sky Eagle

    Bene bene fra quasi 1 mese ci sarà la nuova legge sulla privacy.. Chissà che macello sarà.. Si potrà far ben poco.. DA un lato è positivo perchè tutta sta pubblicità rompe proprio dall’altro però le aziende di cosa vivono? Ritorniamo al passaparola? Ma si daiii sarebbe una cosa bella ?

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