Informatica

2018: Odissea col Mac.

Venerdì 23 febbraio 2018, ore 19.00.

Mi chiama Carlo, il marito di una mia cugina:

- “Pronto Adrià? Ciao senti ho il Mac che mi da dei problemi, è molto lento e instabile potresti dargli un’occhiata?
- “Ok, portamelo così vedo che cos’ha.
- “Dammi 10 minuti e te lo porto.

Il computer è un MacBook Pro di fine 2010. Bel computer eh, non c’è che dire. Lo chassis interamente in alluminio spesso consente di dissipare bene il calore interno. Peccato che non li facciano più così in nome di una “moda” per rendere sottile il tutto stupida e insensata.

Già all’accensione si denotano i primi problemi: è troppo lento a caricare il sistema operativo. Si parla dell’ordine dei 3 minuti.

Dopo aver verificato che non ci fosse nulla che lo potesse far rallentare così tanto, Carlo mi chiede se lo potevo ripristinare da capo, reinstallare tutto da zero e vedere come andava.

- “Facile no? E che ci vuole? Però inizio a farlo domenica che domani sono impegnato.
- “Va bene poi fammi sapere.

 

Domenica 25 febbraio: giorno 1.

Visto che la giornata era pessima, pioveva tanto e di casa non faceva ad uscire, mi sono messo a resettare il MacBook per poi reinstallare OS X da zero.

La procedura consta nel tenere premuto il tasto Opzione (⌥) insieme a quello di accensione, attendere qualche secondo e dalla schermata che appare scegliere la partizione di ripristino e da lì fa partire tutta la procedura.

Tramite Utility Disco si formatta l’hard disk e poi si può procedere a reinstallare il sistema operativo.

Fatto ciò parte la schermata di installazione di OS X Lion (10.7) con annessa richiesta di connessione ad Internet!

Eh sì: dato che ogni Mac non viene più provvisto di un qualsiasi tipo di disco (sia di installazione che di ripristino), in caso di problemi tutta la procedura passa attraverso Internet, e questo significa che se non si ha una linea fissa a disposizione sono cavoli amari in quanto lui deve procedere a scaricare la versione adatta completa, e si parla di 4,78 GB in questo caso, dimensione più grossa nel caso di nuove versioni di macOS.

Ok, schermata di benvenuto, accettazione della licenza, richiesta di inserimento dell’Apple ID(!!!) e… errore! Impossibile continuare.

???

Ripeto di nuovo tutta la procedura per altre tre volte e niente, non vuole saperne di continuare.

Ok, a mali estremi estremi rimedi.

Con il computer spento, premo nuovamente il tasto di accensione e contemporaneamente premo i tasti Comando (⌘) + Opzione (⌥) + R per bypassare il tutto ed effettuare un ripristino “pulito“. Di nuovo parte il collegamento ad Internet, ma stavolta scarica dapprima il sistema base (qualche centinaia di MB) per prepararlo poi al download completo e all’installazione vera e propria.

Niente, non funziona nemmeno così. Non c’è verso di farlo andare oltre. Com’è possibile? Ormai è tutto pulito adesso.

Per fortuna che sul mio computer ho una versione virtualizzata di macOS e quindi scarico da lì il programma di installazione originale, lo copio su una chiavetta USB.

Tempo di download: 20 minuti.
Tempo di preparazione e copia dei file sulla chiavetta USB: 1 ora.

Chiavetta USB inserita a computer spento, accensione, tasto Opzione premuto, scelta della chiavetta come disco di avvio, parte il programma di installazione e… ancora errore.

Sto mentalmente maledicendo chi ha ideato e progettato tutto ciò, ma non demordo.

Ma continuo il giorno dopo, ormai si era fatta sera tardi ed ero stanco.

 

Lunedì 26 febbraio: giorno 2.

Fotocopia del giorno prima. Ho provato diverse chiavette USB con Lion installato ma da lì non voleva proprio saperne di installarsi. Provo allora con una versione successiva, OS X Mavericks (10.9).

- “Se il vecchio non va andrà con quello successivo.

Il monitor mostra a schermo intero un ghigno ?

No, non va nemmeno con quello. Lui VUOLE Lion!

La giornata passa così tramite vari tentativi e ore perse a copiare i vari sistemi nelle chiavette USB.

 

Martedì 27 febbraio: giorno 3.

La scoperta della magagna con tanto di bestemmioni tonanti diretti a Tim Cook, i progettisti e la Apple intera, e se l’è scampata Steve Jobs per il solo fatto che sia già morto.

Il programma di installazione non voleva saperne di proseguire oltre perché….. rullo di tamburi….. essendo Lion un sistema operativo vecchio e non più supportato, per reinstallarlo di nuovo bisognava acquistarlo!!!!! E poco importa se il suo prezzo fosse già stato incluso durante l’acquisto del Mac, bisognava ricomprarlo!

Carta di credito alla mano, il tutto è costato 21,99 €

Una volta effettuato l’acquisto si viene avvisati che verrà mandato via E-mail un codice di riscatto da utilizzare nel Mac App Store per procedere al download, e che tale codice verrà inviato dagli 1 ai 3 giorni lavorativi. Ma come? La procedura non è automatica?

Computer in standby in attesa dell’E-mail.

 

Mercoledì 28 febbraio: giorno 4.

La tua furbizia non è poi tanta,
la tua pazienza non è poi santa,
il tuo entusiasmo si è già spento,
nella tua testa già abita il vento.

(Nomadi – Il seme, dopo quattro giorni vorrei ben vedere…)

 

E-mail arrivata… dopo 22 ore circa. Inserito il codice ricevuto nel Mac App Store sul mio computer, riconoscimento dell’account e finalmente parte il download di Lion. Sul mio computer. Ma funzionerà lo stesso sul MacBook?

Rifaccio la procedura di ripristino, schermata di benvenuto, accettazione dell’account, incrocio di dita… e finalmente parte il download di Lion anche sul MacBook.

Tempo totale tra download e installazione: 1 ora.

Finalmente il tutto è stato ripristinato e ora si procede all’aggiornamento ad OS X Mavericks. Altro download, altri 50 minuti di installazione, e pure Mavericks si è installato correttamente.

MacBook configurato, spento, rimesso nella sua custodia e mandato a cagare al suo proprietario ben felice di riaverlo.

 

Considerazioni finali.

In un normale pc con Windows avrei fatto tutto in mezz’ora e senza connessione ad Internet ma, hey, Think Different dicevano una volta quelli della Apple, e loro hanno pensato sì different ma con un giramento tale di palle che per fare lo stesso lavoro ci sono voluti ben quattro giorni.

Se avete un Mac, o volete acquistarne uno, prendete un calendario, segnatevi su un foglio tutti i santi presenti e pregateli ogni giorno uno ad uno affinché il Mac non abbia mai problemi, altrimenti son dolori.

E dato che loro non si sono mai fatti scrupoli nel fregare i propri clienti con questa e altre cose spacciandole come genialate essenziali, io non me li faccio a mia volta e consiglierò un Hackintosh sempre e comunque a chi volesse avere un Mac migliore dell’originale, aggiornabile, configurabile ed espandibile senza patemi d’animo.

 

Così sia, augh!

Non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello!

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